Colori regioni: ecco come cambia la mappa da lunedì

Il dato più clamoroso è il passaggio dalla zona bianca all’arancione della Sardegna che fino a pochi giorni fa sembrava poter mantenere la zona di rischio più bassa, anche vietando l’ingresso sull’isola ai possessori di seconde case. Percorso inverso per il Molise che dopo due settimane in zona rossa vede discendere la curva pandemica e rientra in arancione. Prorogata come da previsione la zona rossa “in scadenza” per la Campania.

La Toscana che rischiava il “declassamento” rimane invece arancio anche se applicherà de motu proprio le misure massime di contenimento del contagio in vari comuni tra cui quelli della Versilia. Sono queste le novità contenute nell’ordinanza che Roberto Speranza, ministro della Salute, firma in serata. I provvedimenti entreranno in vigore da lunedì 22 marzo.

Le decisioni sono figlie delle risultanze del monitoraggio sul contagio da parte della cabina di regia Iss-ministero della Salute che viene reso noto ogni venerdì. Il primo parametro preso in considerazione è l’indice Rt, che misura la velocità di diffusione del virus e delle sue varianti, determinando, insieme ad altri valori – tra cui la pressione sulle terapie intensive – i cambi di colore delle regioni: a livello nazionale l’Rt resta stabile a 1,16 proprio come settimana scorsa.

Sedici regioni sono sopra 1, settimana scorsa erano  quattordici. Molte  superano la soglia critica dei 250 casi ogni 100 mila abitanti, nuovo indicatore che da solo decreta la zona rossa. La media nazionale è più alta: 264 in netta crescita rispetto alla scorsa settimana. In Lombardia – con indice Rt a 1,16 come quello medio nazionale  – sarebbe addiruttura del 328, il quinto più altro d’Italia.

Il bollettino di oggi, del resto, conferma un aumento di contagi e ricoveri con un indice di positività stabile al 7%. Non è dunque pensabile un alleggerimento della guardia in giorni di vacanza, quando spostamenti incontrollati potrebbero mettere a repentaglio i risultati della stretta delle ultime settimane che si iniziano ad apprezzare solo in queste ore.

Il quadro nazionale

  • Regioni rosse: Lombardia, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio,  Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e la Provincia autonoma di Trento, Campania
  • Regioni arancioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria, Sicilia, Umbria, Toscana, Valle d’Aosta, Provincia autonoma di Bolzano, Molise e Sardegna.
  • Regioni gialle: nessuna
  • Regioni bianche: nessuna

“Dieci regioni hanno un livello di rischio alto, lo stesso della settimana precedente”, si legge nel report dell’Iss. Si tratta di Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana e Umbria. Le altre 11 regioni hanno “una classificazione di rischio moderato (di cui sette ad alta probabilita’ di progressione a rischio alto nelle prossime settimane). Sedici regioni hanno un Rt puntuale maggiore di uno. Tra queste – puntualizza l’Istituto superiore di sanita’- una regione, la Campania, ha un Rt con il limite inferiore maggiore di 1,5 compatibile con uno scenario di tipo 4, e due regioni, Piemonte e Friuli Venezia Giulia, hanno un Rt con il limite inferiore maggiore di 1,25, compatibile con uno scenario di tipo 3”. La bozza riporta infine che “dodici regioni hanno un Rt nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre regioni hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno”.

 

fonte: Il Giorno

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