Covid-19, ospedale cristiano conferma efficacia vaccini su variante indiana

Da uno studio preliminare del Christian Medical College nel Tamil Nadu, negli operatori sanitari già sottoposti a due dosi ridotto del 65% il rischio di contagio. E anche tra chi viene colpito sintomi più lievi. Il card. Gracias: “Vaccinarsi è un dovere verso se stessi, ma anche per proteggere gli altri”.

di Nirmala Carvalho

Mumbai (AsiaNews) – Anche sulla variante indiana i vaccini stanno funzionando bene nella lotta al Covid-19. A confermarlo è uno studio condotto sul personale sanitario dal Christian Medical College di Vellore, un grande ospedale del Tamil Nadu con oltre 2.600 letti e 10.600 dipendenti.

Al Christian Medical College il 30 aprile, nel pieno cioè della seconda ondata della pandemia in India, l’84,8% dello staff risultava già vaccinato con dosi di AstraZeneca o (in una piccola quota) con il vaccino indiano Covaxin. Dei 7.080 operatori sanitari pienamente vaccinati in 679 (9,6%) hanno sviluppato l’infezione nei 47 giorni successivi alla seconda dose. Ma si tratta comunque di una percentuale inferiore del 65% rispetto a quella dei non vaccinati. Inoltre anche quelli che hanno contratto il Covid-19 hanno richiesto meno ospedalizzazioni (-77%), meno ricorsi alle bombole di ossigeno (-92%) e meno ricoveri in terapia intensiva (-94%).

“L’unico caso di un operatore sanitario morto al Christian Medical College dall’inizio della pandemia era una persona affetta anche da altre malattie e non aveva assunto il vaccino”, spiega il dottor Joy Mammen, del Dipartimento di medicina trasfusionale dell’ospedale di Vellore, che ha curato la ricerca.

Il dottor Pascoal Carvalho, membro della Pontificia Accademia per la vita, commenta ad AsiaNews la ricerca condotta al Christian Medical College: “Pur essendo limitato agli operatori sanitari, questo studio è stato condotto con criteri scientifici e statistici molto significativi. E i risultati confermano anche per la popolazione indiana i dati di iniziative analoghe in altri Paesi. Questo ribadisce la necessità per tutti di essere vaccinati al più presto, per riportare la normalità nelle nostre vite”.

Attualmente in India sono state somministrate oltre 254 milioni di dosi di vaccino, mentre la quota di popolazione che ha ricevuto almeno una dose è arrivata a quota 15,2%. Il numero dei nuovi contagi nelle ultime 24 ore è sceso a 70.421 mentre il numero complessivo dei morti da inizio pandemia nel Paese è salito aquota 374.305.

Il card. Oswald Gracias, presidente della Conferenza episcopale indiana, che sta promuovendo con forza la campagna vaccinale in India, aggiunge ad AsiaNews: “Non ho letto questo studio, ma siamo stati incoraggiati da quanto il papa ha detto e stiamo seguendo il suo esempio spiegando che vaccinarsi è un atto di carità e un dovere verso se stessi e anche verso gli altri. Infatti è essenziale non essere portatori di una malattia che il mondo sta cercando di sradicare. Sono sicuro che da un punto di vista morale non c’è niente di sbagliato in questo vaccino. Come conferenza episcopale abbiamo anche diffuso una dichiarazione per chiarire questo aspetto”.

“Il nostro personale sanitario – ricorda ancora il cardinale Gracias – è impegnato a incoraggiare le persone a vaccinarsi, anche nelle aree più isolate. La Chiesa in India ha più di 1.000 ospedali con oltre 60mila posti letto, ma oltre al personale sanitario abbiamo mobilitato anche tanti giovani volontari. Nell’arcidiocesi di Mumbai molti dei nostri conventi e delle nostre scuole ospitano centri vaccinali per persone di ogni religione. Il 6 giugno, per esempio, le Suore del Convento di San Giuseppe hanno accolto per il vaccino 1.000 residenti dell’area di Chembur e sono state ringraziate anche dal ministro del turismo Aditya Thackery, figlio del capo del governo locale”.

 

fonte: AsiaNews

 

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