Covid, Italia verso lockdown fino a maggio: solo zone rosse e arancioni

Il nuovo decreto abolirà la zona gialla fino al 30 aprile. Tensioni nella maggioranza

Italia chiusa fino a maggio. E’ il rischio, ma ormai appare sempre più una certezza, che si è concretizzato nelle ultime ore. L’ipotesi è infatti quella che fino al 30 aprile (data in cui scadrà lo stato d’emergenza che pare però destinato a essere prorogato) nessuna regione o provincia possa tornare alla zona gialla. Questo, naturalmente, salvo miracolosi miglioramenti della situazione epidemiologica che ha visto ieri in Italia quasi 24 mila nuovi casi e 457 morti a causa del Covid.

Abolita la zona gialla

Fino al 30 aprile, dunque, niente spostamenti tra le regioni, saracinesche ancora abbassate per bar e ristoranti, riapertura di palestre, piscine, cinema e teatri a data da destinarsi, zona gialla cancellata fino alla fine del mese. «Le misure adottate finora ci hanno dato un primissimo segnale di rallentamento, ma la situazione è ancora delicata», dice il ministro della Salute Roberto Speranza.

Tensioni nella maggioranza

Una scelta che ha generato tensioni nella maggioranza. «E’ impensabile tenere chiusa l’Italia anche per tutto il mese di aprile» dice il leader della Lega Matteo Salvini chiedendo al presidente del Consiglio, «nel nome del buonsenso che lo contraddistingue e soprattutto dei dati medici e scientifici», di considerare la possibilità di riaprire in sicurezza le attività almeno in quelle regioni e città «con la situazione sanitaria sotto controllo». Le chiusure «sono pensabili o impensabili solo in base ai dati. È desiderabile riaprire, la decisione se farlo o meno dipende dai dati», ha replicato Mario Draghi che ha però lasciato aperto uno spiraglio con un monitoraggio «settimana per settimana» e se i numeri lo consentiranno non si possono escludere «cambiamenti in corso». Sicuramente se ne riparlerà dopo Pasqua.

Però si torna a scuola

L’unica vera grossa novità sarà la riapertura (ma anche qui si attende una conferma) delle scuole (nidi, materne, elementari e prima media) dopo Pasquna anche nelle zone rosse. Si sta valutando anche l’idea (anche se pare un’operazione logisticamente molto cfomplicata) la possibilità di sottoporre tutti i bambini a tampone rapido salivare il primo giorno di scuole (un’operazione da ripetere ogni settimana) con tamponi molecolari in caso di positività di un compagno. I ragazzi di seconda e terza media nonché le scuole superiori continueranno le lezioni in dad.

Il nuovo decreto

Il nuovo decreto legge con le misure anti covid che entreranno in vigore dopo Pasqua, da mercoledì 7 aprile. Ieri si è tenuta la di regia del premier Mario Draghi con i ministri Roberto Speranza, Daniele Franco, Giancarlo Giorgetti, Stefano Patuanelli, Dario Franceschini, Mariastella Gelmini, Elena Bonetti, Patrizio Bianchi, il sottosegretario Roberto Garofoli e i membri del Cts Silvio Brusaferro, sul prossimo provvedimento anti contagio ed è durata poco meno di un’ora. Alle 14, invece, la conferenza stampa: riapertura delle scuole, vaccini e vertice Ue i tre temi di fondo toccati dal presidente del Consiglio che ha annunciato che si vaccinerà con AstraZeneca, “spero la prossima settimana”.

“Faremo un decreto ora ma sulla base dei dati disponibili oggi: vedremo come vanno, non escludo cambiamenti in corso. Valuteremo la situazione settimana dopo settimana”, ha sottolineato Draghi. Ieri il bollettino della Protezione civile ha registrato quasi 24mila nuovi casi e altri 457 morti, ma l’Rt nazionale è in calo: in questa settimana è a 1.08, mentre la scorsa era a 1.16. Numeri ancora molto alti che obbligano a mantenere le linea del rigore anche dopo il 6 aprile.

Pasqua blindata

In ogni caso sarà una Pasqua blindata (sul modello di Natale). Una decisione presa per evitare che proprio durante le feste, con incontri e pranzi in famiglia, si possano vanificare gli sforzi e i sacrifici fatti a causa delle restrizioni degli ultimi mesi.

Lezioni in presenza, ma non per tutti

Asili nidi, elementari e prima media aperte anche in zona rossa dopo Pasqua. Attualmente invece nelle zone arancioni è prevista già la possibilità di tenere aperte le scuole, alle superiori con il 50 per cento degli studenti in presenza. Molti governatori però hanno scelto una via di maggiore prudenza, preferendo la didattica a distanza per tutti. Inoltre, il decreto attuale prevede che nelle aree provinciali dove l’incidenza supera i 250 casi ogni 100mila abitanti è possibile far scattare la chiusura di tutti gli istituti. Non è ancora certo se questa norma verrà confermata. “Il ministro Bianchi sta lavorando perche’ questa riapertura avvenga in modo ordinato e in alcuni casi sara’ possibile effettuare dei test, ma un’azione estensiva mi pare un’esagerazione”, ha detto Draghi. “Aprire ulteriormente aumenta le forme di contagio – ha precisato –  nel frattempo una serie di evidenze scientifiche dimostrano che la scuola fino alla prima media e’ fonte di contagio in maniera molto limitata, in presenza di tutte le altre restrizioni: il trasporto e le attivita’ parascolastiche sono fonte di contagio”.

Solo zone rosse e arancioni

Niente zone gialle: fino al 30 aprile sono confermate le misure oggi in vigore che prevedono solo zone arancioni e rosse. Condizioni che renderanno impossibili gli spostamenti fra regioni e ridurranno ancora sensibilmente gli orari di apertura di diverse attività commerciali.

Ristoranti e bar

L’apertura di bar e ristoranti fino alle 18, prevista appunto nella fascia gialla, non è stata presa in considerazione neanche con un orario ridotto: i locali quindi resteranno chiusi – con solo asporto e consegna a domicilio consentiti – per almeno un altro mese.

Parrucchieri e barbieri

La riapertura di barbieri e parrucchieri potrebbe essere consentita anche in zona rossa, proprio come accadeva prima dell’ultimo decreto. L’allentamento, però, anche qui potrebbe non riguardare il sabato e la domenica. Potrebbe essere ripristinato per un altro mese il meccanismo già utilizzato durante le vacanze natalizie che riportava tutta Italia in arancione e rosso nel fine settimana. Le restrizioni prevederebbero poi misure più severe per sabato 1 e domenica 2 maggio.

Palestre e piscine

Per quanto riguarda palestre e piscine dovrebbe essere prolungata la chiusura.

Cinema e teatri

Salta la riapertura dei cinema e teatri che era stata prevista per domani, 27 marzo. La ripresa sarebbe stata consentita solo nelle zone gialle ma, alle luce delle decisioni emerse nella cabina di regia di oggi con lo stop del giallo fino al 30 aprile, slitta di conseguenza anche la riapertura di cinema e teatri.

Concorsi

Dal 6 aprile dovrebbero ripartire i concorsi pubblici. Secondo il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, l’ok arriverà “al 99%”. L’incontro in merito coi membri del Cts è terminato intorno a mezzogiorono.

Vaccini, verso l’obbligo per i sanitari

Draghi è poi intervenuto, durante la conferenza stampa, sui vaccini. “Noi per primi abbiamo proposto” il tema delle restrizioni all’export di vaccini nei Paesi extra-Ue. “Ora purtroppo è un tema all’attenzione di tutti”. “Il criterio enunciato dalla Commissione è in parte una modifica del criterio precedente. Prima l’unico requisito per lo stop all’export di un certo vaccino era il non rispetto del contratto da parte di una società” Sui vaccini, inoltre, “ci sarà un incontro la prossima settimana tra le Regioni e il governo centrale, ci sarò anche io. Bisogna lavorare tutti insieme, inutile mettere divieti o minacciare misure. Il criterio di fondo è l’età. Si va avanti così e si va avanti bene”, ha detto il presidente del Consiglio. L’ obbligo di vaccinazione per il personale sanitario “immagino sia un decreto” e il fatto che il ministro della Giustizia Marta Cartabia, quando era giudice costituzionale, abbia respinto i ricorsi contro l’obbligo di vaccinazione per il morbillo “accelera la misura. Non avrà bisogno di leggere tanto”, ha conlcuso il premier.

fonte: Il Giorno

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