Firenze, asportato tumore di 9 chili: il paziente per paura del Covid aveva rinviato controlli

Intervento importante su un giovane paziente all’ospedale Santa Maria Annunziata di Firenze. Nei mesi scorsi il ragazzo non si era più presentato per i controlli di routine per paura di contrarre il Covid nonostante la massa tumorale stesse crescendo. Il tumore retroperitoneale, ovvero nella parte posteriore della cavità addominale, ricca di tessuto adiposo e connettivo, è stato rimosso e il 22enne sta bene.

La paura della pandemia da Covid 19 lo aveva spinto ad evitare gli esami di controllo tanto che la massa tumorale è cresciuta a dismisura fino a raggiungere l’impressionante peso di 9,3 chilogrammi. Ma nei giorni scorsi il giovane paziente, 22enne, si è sottoposto alla delicata operazione presso l’Ospedale Santa Maria Annunziata, a Firenze, per la rimozione di un tumore retroperitoneale- ovvero nella parte posteriore della cavità addominale, ricca di tessuto adiposo e connettivo.

L’operazione, come si legge in un comunicato diffuso sul portale dell’Ausl Toscana centro, è durata circa due ore, ed è stato eseguita presso il reparto di chirurgia del nosocomio toscano, diretto dal dottor Marco Scatizzi, insieme ai dottori Gian Matteo Paroli e Francesco Colella. Il paziente, si legge ancora nella nota, aveva notato la crescita della massa tumorale nell’arco dell’ultimo anno, ma a causa della preoccupazione per il dilagare del Coronavirus aveva scelto di non sottoporsi ad esami di controllo. Soltanto nei giorni scorsi, a seguito delle fortissime fitte addominali unite a “subocclusione intestinale”, ha deciso di recarsi presso il pronto soccorso dell’ospedale fiorentino. Dai controlli è emersa la presenza della voluminosa massa retroperitoneale, che nel frattempo aveva raggiunto le dimensioni di 40x27x23 centimetri.

Per questo motivo l’équipe di professionisti del reparto di chirurgia dell’Ospedale Santa Maria Annunziata ha deciso di intervenire chirurgicamente per asportare la parte interessata dal tumore maligno. Il paziente sta bene ed è stato dimesso in seguito a un buon decorso postoperatorio.

“Questo caso è un esempio di come la pandemia abbia influito negativamente sullo stato di salute delle persone. La paura di recarsi in ospedale ha comportato ritardi nelle diagnosi, non solo in disturbi come appendici, diverticoliti o colecisti, ma anche in malattie di tipo oncologico. Questo ha comportato l’esecuzione di complessi interventi chirurgici anche in situazioni che, se diagnosticate in tempo, sarebbero state più semplici da operate – commenta il dottor Stefano Michelagnoli, direttore del Dipartimento specialistiche chirurgiche Ausl Toscana Centro – La nostra azienda ha continuato a garantire adeguata assistenza ai pazienti anche durante il periodo di emergenza, sviluppando un piano strategico per assicurare, oltre ad interventi chirurgici urgenti, anche quelli programmati oncologici o di classe A. Questo è stato possibile grazie ad una redistribuzione della casistica oncologica sugli ospedali della rete aziendale in grado di effettuare attività elettiva, oltre al contributo del privato accreditato, nelle cui strutture sono stati eseguiti molti interventi chirurgici. Inoltre è stata potenziata anche la chirurgia ambulatoriale complessa”.

 

fonte: fanpage.it

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