ILVA, ANTICIPAZIONI SUL PARERE DELL’AMBIENTE. SI PUO’ CHIEDERE DI PIU’ AD ARCELOR MITTAL

È possibile alzarla ancora un po’ l’asticella dell’impegno ambientale di ArcelorMittal.

Anticipando le scadenze intermedie del piano di intervento e prevedendo una Valutazione dell’impatto sanitario preventiva a carico dell’azienda. Sarebbe questo il senso sostanziale del parere sull’Ilva che il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, consegnerà a Luigi Di Maio entro domani. Il documento è in fase di limatura, ma fonti vicine al dossier riferiscono che il grosso del lavoro sarebbe ormai definito e che nelle prossime ore ci sarà un’interlocuzione anche con ArcelorMittal…

Il parere dell’Ambiente, ricordiamolo, è stato richiesto dal ministro dello Sviluppo Economico (e vicepremier) dopo l’esito dell’istruttoria dell’Avvocatura dello Stato, che ha sancito, secondo Di Maio, quel «delitto perfetto» non sufficiente però ad annullare la gara di aggiudicazione dell’Ilva. Proprio il parere di Costa dovrà essere l’ultimo tassello sul tavolo di Di Maio per decidere il destino dell’impianto siderurgico più grande d’Europa.

«Facciamo un lavoro squisitamente tecnico, che non ha nulla di politico», ha detto Costa, ma è evidente che il documento sul quale è impegnata una task force che coinvolge sia la Direzione di Giuseppe Lo Presti che la segreteria tecnica guidata da Tullio Berlenghi, potrà trasformarsi in una carta politica nelle mani di Di Maio, mentre il bivio della decisione finale si avvicina inesorabilmente: il 15 settembre terminerà l’amministrazione straordinaria dell’Ilva e, soprattutto, finiranno i soldi in cassa per mandare avanti la fabbrica.

Nel documento dell’Ambiente, dunque, si sottolinea che ci sono i margini per chiedere di più ad ArcelorMittal.

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