Kiko Argüello, le sue condizioni sono critiche. Si prega per lui e si spera.

Foto di repertorio. Kiko Argüello a Montreal in Canada. Marzo 2017

Ricoverato in ospedale a Madrid per un principio di polmonite, il fondatore del Cammino Neocatecumenale Kiko Arguello, 82 anni.

di Francesco Ricciardi

Roma. La notizia del ricovero per Covid dell’iniziatore del Cammino Neocatecumenale, Kiko Argüello, ha fatto in poche ore il giro del mondo. C’è molta apprensione per le condizioni di salute del pittore e catechista spagnolo, classe 1939.

Anche il Santo Padre, da quanto si è appreso, è vicino con la preghiera ed è informato sull’artista di León. Per saperne di più abbiamo contattato Salvatore Stano, nostro inviato e corrispondente per le notizie della Santa Sede, appartenente al Cammino Neocatecumenale.

Come sta Kiko?

«Quello che posso dirvi è quello che Padre Mario Pezzi e María Ascensión Romero hanno diramato nel comunicato di oggi pomeriggio e cioè che Kiko ha la polmonite, è ospedalizzato per le cure, con scarso flusso di ossigeno, e che la sorveglianza medica è alta poiché questa fase è delicata è complicata».

Abbiamo appreso dalla stampa cattolica spagnola che in un primo momento era asintomatico?

«Si, è vero. Le informazioni della stampa spagnola sono esatte. Sono stati sempre Padre Mario e Ascensión ad informare che Kiko, la scorsa settimana, dopo un test, è risultato positivo al coronavirus. Nei giorni successivi al test non ha avuto febbre ed anche l’ossigenazione era buona. Mercoledì santo, poi, si è svegliato con 38,2 di febbre e con un principio di polmonite. Con questo quadro clinico i medici ne hanno consigliato il ricovero ospedaliero per monitorare meglio la criticità».

C’è molta preoccupazione nelle comunità, vero?

«Si, perché Kiko, anche se è sempre stato ‘come un leone di León‘ – così lo definiva Carmen Hernandez co-iniziatrice con lui del Cammino – è sempre una persona di 82 anni,  con tutti quelli che sono gli acciacchi di una persona anziana. Si sta pregando per lui, speranzosi di una pronta guarigione»

Quando ha incontrato Kiko l’ultima volta?

«A Bari, nell’estate del 2019, prima della pandemia da COVID, alla Sinfonia degli Innocenti, organizzata al Palaflorio dall’Equipe itinerante di Puglia, Basilicata e Albania, Silverio e Giovanna e don Juan, per ricordare i tanti Martiri albanesi. E’ stato un evento molto emozionante. Ricordo che Kiko era affaticato ma poi «ha preso vigore», come dice il salmista, quando ha iniziato a parlare della Passione di Cristo, per spiegare meglio la sua composizione sinfonica».

Che cos’è il Cammino Neocatecumenale e qual’è la sua missione oggi nella Chiesa?

«Il Cammino Neocatecumenale, lo ha definito molto bene San Giovanni Paolo II, quando – in una lettera del 30 agosto del 1990, indirizzata a mons. Paul Josef Cordes, Vice Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, incaricato ‘ad personam’ per l’Apostolato delle Comunità Neocatecumenali – riconosceva il Cammino ‘come un itinerario di formazione cattolica, valida per la società e per i tempi odierni‘. La missione poi è quella di annunciare il Vangelo in tutto il mondo. Nell’intervista rilasciatami a Bari per Easy TV, Kiko disse: “che bisogna annunciare il vangelo in ogni forma e modo. Con la musica, con la pittura… e con tutto il nostro essere. Obbedendo al comando del Signore Gesù di andare in tutto il mondo per annunciare il Vangelo ad ogni creatura”. Ecco la missione!».

Kiko Argüello è la guida di una delle realtà ecclesiali più diffuse con 21.300 comunità in 134 Paesi.

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