Musica, addio a Franco Battiato: il cantautore è morto a 76 anni

Il Maestro catanese si era ritirato dalle scene nel 2019 e da tempo si rincorrevano le voci su una sua malattia

ROMA – Lutto nel mondo della musica: è morto Franco Battiato. Il cantautore catanese aveva compiuto 76 anni lo scorso 23 marzo. Artista poliedrico e originale, ha spaziato tra diversi generi e portato al grande pubblico la musica sperimentale.

Battiato è stato autore di grandi successi, acclamati da critica e pubblico, quali ‘La cura‘, ‘Centro di gravità permanente’ e ‘L’era del cinghiale bianco‘. Il suo ultimo album, ‘Torneremo ancora‘, è uscito nel 2019, quando l’entourage del Maestro aveva annunciato il suo ritiro dalle scene.

Da tempo, le condizioni di Battiato erano avvolte dal mistero e si era parlato di una sua malattia. “Non sta sufficientemente bene da poter presentare l’album in prima persona”, aveva spiegato il suo manager Francesco Cattini in occasione dell’uscita di ‘Torneremo ancora’. Che era stato annunciato come l’ultimo album del cantautore siciliano, nato a Jonia nel 1945.

MATTARELLA: “PROFONDAMENTE ADDOLORATO, SUO STILE INCONFONDIBILE”

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella si è detto “profondamente addolorato dalla prematura scomparsa di Franco Battiato, artista colto e raffinato che con il suo inconfondibile stile musicale – frutto di intenso studio e febbrile sperimentazione – ha affascinato un vasto pubblico, anche al di là dei confini nazionali”. Lo riporta una nota del Quirinale.

IL CORDOGLIO DELLA POLITICA

“Ci ha lasciato un Maestro. Uno dei più grandi della canzone d’autore italiana. Unico, inimitabile sempre alla ricerca di espressioni artistiche nuove. Lascia una eredità perenne”. Così il ministro della Cultura, Dario Franceschini. Tra i primi a scrivere sui social per dare l’addio a Battiato anche Enrico Letta, Giuseppe Conte, Matteo Renzi, Giorgia Meloni e David Sassoli.

CROCETTA: “LO NOMINAI ASSESSORE, ERA UN GENIO ASSOLUTO”

“Un grande dolore, una sofferenza incredibile. Se ne è andato in silenzio uno che non amava il chiasso, coerente con la sua personalità di genio assoluto: un genio della musica e della Sicilia“. Così l’ex presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, al telefono con la Dire, ricorda Franco Battiato, che volle al suo fianco come assessore alla Cultura nella sua esperienza di governo a Palazzo d’Orleans. Il cantautore lasciò l’incarico dopo quattro mesi a seguito delle polemiche scoppiate con la frase sulle “troie in Parlamento”: “Fu una vicenda paradossale – ricorda Crocetta -, quella frase fu pronunciata per parlare della mala politica e non certo per screditare le donne ma gli si rivolse contro come un boomerang. Franco non ha mai voluto offendere le donne – ribadisce l’ex governatore -, era una frase contro un certo modo di fare politica e invece ci fu la rivolta nel Parlamento europeo e in quello italiano, una cosa indecorosa”. Battiato, finito nell’occhio del ciclone, rassegnò le dimissioni. “Dovetti accettarle con grande sofferenza, io che sapevo la verità. Quel girono mi disse: ‘Non reggo più questa situazione, voglio andare via’. Siamo rimasti sempre amici e ho rispettato la sua volontà di non sentire più nessuno a seguito della sua malattia”.

SINDACO DI CATANIA: “UNO DEI FIGLI PIÙ ILLUSTRI DELLA CITTÀ”

“Ci sono uomini che, grazie alla loro arte, sono riusciti a migliorare le nostre vite. A renderle più piene, più piacevoli, fornendo al contempo chiavi di interpretazione della vicenda umana illuminanti. Sono diventati parte delle nostre stesse vite, della nostra quotidianità. Franco Battiato è stato uno di questi. Ma è stato anche qualcosa in più: un innovatore, un genio musicale, capace di percorrere strade nuove e mai battute prima”. Lo scrive sulla sua pagina Facebook il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, che posta anche una foto del cantautore nel capoluogo etneo.

“Ma è stato anche qualcos’altro: un uomo capace di una fortissima invettiva civile, con le parole forti, nette, inequivocabili, di ‘Povera Patria’, scritta e pubblicata in quell’inizio di anni Novanta, la Sicilia sotto scacco della mafia e con la grande crisi politica del ’92 alle porte – ricorda Pogliese -. Franco Battiato, artista dalla vocazione universale, è stato un figlio della nostra terra a tutto tondo. Una delle principali fonti del nostro orgoglio, una delle pietre miliari del nostro senso di appartenenza. Catania è la città di Franco Battiato, e questa città non lo dimenticherà, ma saprà omaggiarlo nel modo più appropriato, come uno dei suoi figli più illustri. Ci mancherai, Maestro. Oggi è tempo di ‘oceani di silenzio’ per ricordarti. Catania ti onora e ti onorerà come meriti”.

 

 

Fonte: Agenzia DiRE

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