Papa Francesco: ‘vedere’ i milioni di persone che soffrono a causa delle crisi climatiche

Presentato in Vaticano il volume “Orientamenti Pastorali sugli Sfollati Climatici”. Nella prima metà del 2020, 14,6 milioni di persone sono state sfollate: 9,8 milioni a causa di calamità naturali e 4,8 a causa di conflitti e violenze. Frutto delle esperienze sul campo di strutture e organizzazioni cattoliche e approvato dal Papa, il documento si sviluppa in dieci punti

Città del Vaticano (AsiaNews) – “Vedere o non vedere, questo è il problema”. Parafrasando Amleto, lo scrive papa Francesco a proposito della crisi climatica nella prefazione all’ultimo documento pubblicato dalla Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale intitolato “Orientamenti Pastorali sugli Sfollati Climatici”, presentato oggi in Vaticano.

“Il verbo ‘vedere’ – ha sottolineato padre Fabio Baggio, C.S., sotto-segretario della Sezione migranti e rifugiati – è il primo passo di un processo di presa di coscienza, che ha come obiettivo l’agire sulle cause della crisi climatica e sulle sue conseguenze in ambito migratorio. La crisi climatica ha un ‘volto umano’. Essa è già una realtà per milioni di persone nel mondo intero, in particolare per gli abitanti delle periferie esistenziali”. “Il magistero della Chiesa Cattolica – ha aggiunto – ha già in precedenza preso in considerazione il dramma degli sfollati interni e ha sviluppato riflessioni e suggerimenti per quel che concerne la loro cura pastorale. Questi nuovi Orientamenti si concentrano esclusivamente sugli sfollati climatici – ossia quelle persone o gruppi di persone che sono state costrette a lasciare il luogo di residenza abituale a causa di una crisi climatica acuta, mettendo in luce nuove sfide che l’attuale scenario globale pone e suggerendo adeguate risposte pastorali”.

Frutto delle esperienze sul campo di strutture e organizzazioni cattoliche e approvato dal Papa, il documento si sviluppa in dieci punti. Il primo, ha spiegato padre Baggio, è dedicato ad una ricognizione generale sull’argomento, al fine di chiarire lo stato dell’arte riguardo al nesso tra crisi climatica e sfollamento. I nove punti successivi si concentrano su aspetti particolari del fenomeno, secondo una dinamica di sfide e risposte. Si parte, quindi, dalla necessità di promuovere consapevolezza sulla questione, per consentire a tutti di ‘aprire gli occhi sulla realtà dell’impatto che la crisi climatica ha sull’esistenza umana’. Talvolta si possono evitare le partenze affrettate, trovando alternative allo sfollamento climatico: a questo è dedicato il terzo punto. Nel caso la partenza sia inevitabile, allora occorre preparare le persone allo sfollamento (quarto punto), promuoverne l’inclusione e l’integrazione con le comunità che li ricevono (quinto punto), esercitare un’influenza positiva sui processi decisionali che li riguardano (sesto punto) e garantirne la cura pastorale (settimo punto). L’ottavo punto è dedicato alla cooperazione tra tutti gli attori nella pianificazione e nell’azione strategica a favore degli sfollati climatici. Il nono si concentra sulla promozione della formazione professionale in ecologia integrale degli agenti pastorali. L’ultimo punto sottolinea la necessità di incrementare la ricerca accademica sulla crisi climatica e sullo sfollamento ad essa connesso.

Gli Orientamenti si chiudono con un capitoletto dedicato ad alcune indicazioni pratiche su come utilizzare il documento, destinate principalmente alle Chiese locali e agli altri attori cattolici.

Il fenomeno, ha evidenziato p. Joshtrom Isaac Kureethadam, S.D.B., officiale del Dicastero, è in crescita. “Nella prima metà del 2020, 14,6 milioni di persone sono state sfollate: 9,8 milioni a causa di calamità naturali e 4,8 associate a conflitti e violenze. Mentre circa 10,3 milioni di persone sono state sfollate a causa di eventi indotti dal cambiamento climatico come inondazioni e siccità negli ultimi sei mesi, circa 2,3 milioni di altre sono state sfollate a causa di conflitti, il che indica che la stragrande maggioranza degli sfollamenti interni è ora innescata da crisi climatiche. Si stima che oltre 253,7 milioni di persone siano state sfollate a causa di disastri naturali dal 2008 al 2018, con tali disastri che hanno sfollato da tre a 10 volte più persone rispetto ai conflitti armati in tutto il mondo”.

“Con questi Orientamenti pastorali sugli sfollati climatici – ha osservato Cecilia Dall’Oglio, a nome del Movimento cattolico mondiale per il clima – papa Francesco ci invita a ‘vedere’, ed è necessario, consapevoli dell’urgenza di cambiare rotta verso un’ecologia integrale, accanto alla formazione formale offrire proposte educative di forte significato con la metodologia del learning by doing”.

Tra gli esempi offerti, la campagna per il disinvestimento dai combustibili fossili https://catholicclimatemovement.global/divest-and[1]reinvest/ nella quale operano anche organizzazioni cattoliche. “Anche l’attenzione che gli Orientamenti chiedono per ‘Sviluppare una strategia di comunicazione più ampia e coerente’ è ben rappresentata dalla scelta che l’annuncio – da parte delle organizzazioni cattoliche che decidono di disinvestire e portare i loro soldi dove sono anche i loro valori – per avere una maggiore efficacia venga realizzato in modo coordinato, in momenti particolarmente significativi ed in collaborazione con il Movimento della società civile più ampio. Il disinvestimento – ha sottolineato – è il colpo di timone per invertire la rotta di questo modello di sviluppo economico estrattivo che siamo innanzitutto noi, dai nostri Paesi democratici, a dover combattere assumendoci le nostre responsabilità e facendo la nostra parte per la giustizia climatica, per i nostri fratelli e sorelle che non hanno più nulla”.

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