Suore morte di ebola: Papa Francesco: ‘ora sono Venerabili’

In senso orario: suor Vitarosa Zorza - suor Annelvira Ossoli - suor Danielangela Sorti.

Venerabili anche le altre tre religiose della congregazione delle Poverelle di Bergamo: suor Danielangela Sorti, suor Annelvira Ossoli e suor Vitarosa Zorza

di Gianni Cardinale (Avvenire)

Nel 1995 sei coraggiose missionarie italiane diedero la vita per assistere i malati dell’epidemia di Ebola che aveva colpito la città congolese di Kikwit. Lo scorso 20 febbraio la Chiesa aveva riconosciuto le virtù eroiche di tre di loro: suor Floralba Rondi, suor Clarangela Ghilardi e suor Dinarosa Belleri.

Ieri Papa Francesco ha approvato la promulgazione del relativo decreto anche delle altre tre religiose della congregazione delle Poverelle di Bergamo: suor Danielangela Sorti, suor Annelvira Ossoli e suor Vitarosa Zorza. Lo ha fatto nel corso dell’udienza concessa al cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, che è stata resa pubblica oggi. Tutte e sei le suore quindi sono ora Venerabili e, quando verrà riconosciuto un miracolo attribuibile alla loro intercessione, potranno salire all’onore degli altari come beate.

Suor Annelvira Ossoli, al secolo Celeste Maria, era nata nel 1936 a Orzivecchi (BS). A 17 anni decise di entrare nella Congregazione delle “Suore delle Poverelle”. Nel 1954, iniziò il noviziato e, il 2 aprile 1956, emise la professione religiosa dei voti. Inviata a Roma, nel 1958, conseguì il diploma di infermiera professionale. Per due anni svolse il servizio pastorale a Milano, presso una casa di riposo gestita dall’Istituto. Nel 1961 venne inviata a Kikwit (Repubblica Democratica del Congo) dove, il 25 marzo 1962, emise la professione perpetua. A Kikwit contrasse la tubercolosi polmonare, che però riuscì a superare per le cure e per la sua spiccata forza di carattere. Nel 1967 tornò in Italia dove riprese gli studi presso l’Università di Roma, conseguendo nel 1969 la specializzazione in ostetricia. Rientrata in Congo nello stesso anno, fu inviata a Kisangani, alla periferia di Kinshasa e, nel 1977, a Kikwit come superiora. Un problema serio alle ginocchia la costrinse a tornare in Italia per sottoporsi ad un intervento chirurgico, nel 1979. Guarita, chiese ed ottenne di poter tornare in Congo. Nel 1992 venne nominata Superiora della provincia d’Africa e si trasferì a Limete, un quartiere di Kinshasa, sede della casa provinciale. Quando seppe delle gravi condizioni in cui versava suor Floralba Rondi, partì da Kinshasa per assisterla e, dopo la morte di quest’ultima, si fermò a Kikwit per assistere anche le altre consorelle malate di Ebola. Contagiata lei stessa, morì il 23 maggio 1995. Aveva 59 anni.

Suor Vitarosa Zorza, al secolo Maria Rosa, era nata nel 1943 a Palosco (BG). Dopo un’esperienza lavorativa nell’Ospedale Psichiatrico di Varese, dove conobbe le Suore delle Poverelle, nel 1966, decise di entrare nella stessa Congregazione. Nel marzo 1969 emise la professione temporanea dei voti religiosi e fu inviata a Milano, dove si diplomò “Infermiera Professionale”. Nel 1972 svolse servizio a Torre Boldone (Bergamo) presso una Casa di riposo. Nel contempo ottenne i certificati di “Abilitazione a funzioni direttive nell’assistenza infermieristica” e di “Specializzazione in Assistenza Geriatrica”. Il 6 settembre 1975 a Bergamo emise la professione perpetua e fu inviata presso l’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Varese. Nel 1982 le Superiore accolsero il suo desiderio di andare in missione a servizio dei più poveri e la destinarono a Kikwit. Nel 1991 svolse servizio pastorale nella missione di Kingasani, popoloso e popolare quartiere periferico di Kinshasa. Il 2 maggio 1995, a causa dell’epidemia di Ebola scoppiata a Kikwit, vi si recò per aiutare le consorelle. Contagiata lei stessa, morì il 28 maggio 1995. Aveva 52 anni.

Suor Danielangela Sorti, al secolo Anna Maria, era nata nel 1947 a Bergamo. Molto attiva e presente nella vita parrocchiale, dovette iniziare presto a lavorare, dapprima come rammendatrice e poi in una legatoria. Nel frattempo, frequentò un corso di taglio e cucito. Nel 1965, a diciotto anni, comprese di essere chiamata alla vita consacrata. La famiglia accolse malvolentieri la sua decisione, al punto da sottoporre la questione al tribunale dei minorenni che, tuttavia, riconobbe la maturità della giovane. Il 1° marzo 1966 entrò nella Congregazione delle Suore delle Poverelle, dove il 26 settembre 1968, emise la professione temporanea dei voti religiosi. Inviata a Milano per compiere gli studi come infermiera e caposala, conseguì il diploma nel 1970. L’8 settembre 1974 emise a Bergamo la professione perpetua, continuando a prestare servizio come infermiera a Milano. Dopo aver manifestato il desiderio di mettersi a servizio della missione, nel 1978 venne inviata nella Repubblica Democratica del Congo, dove trascorse i primi anni a Mosango. Svolse la sua attività infermieristica dal 1983 al 1991 a Kikimi-Kinshasa e, dal 1991 al 1995, a Tumikia. Qui, durante l’epidemia di Ebola, si offrì per assistere la consorella Floralba Rondi, contraendo a sua volta il virus dell’Ebola. Morì a Kikwit l’11 maggio 1995. Aveva 48 anni.

Ieri il Papa ha autorizzato la promulgazione dei decreti sulle virtù eroiche anche di altri quattro servi di Dio. Tra di essi c’è il siciliano Mercurio Maria Teresi (1742-1805), arcivescovo di Monreale dal 1802 sino alla morte. Ordinato sacerdote per la diocesi dei Cefalù, divenne gesuita ma dovette lasciare per l’espulsione dei membri della Compagnia dal Regno. Nel 1769 cominciò a dedicarsi alle Missioni popolari, che lo portarono, per circa quarant’anni, in svariati luoghi della Sicilia per annunciare la Parola di Dio ed amministrare i Sacramenti. Per l’amministrazione della Confessione, ricevette la facoltà di ascoltare i penitenti di entrambi i sessi e di assolvere i casi riservati. Per la sua fama di pastore zelante e virtuoso, nel 1799, il re Ferdinando III di Borbone e la regina Carolina lo chiamarono a Corte quale Predicatore e Confessore.

Altri decreti riguardano i sacerdoti spagnoli Cosma Muñoz Pérez (1573-1636) e Salvatore Valera Parra (1816-1889). Il primo dopo una vita sregolata intraprese un cammino di conversione e intraprese gli studi per il sacerdozio. Ordinato presbitero nel 1607 dedicò la sua vita all’istruzione e all’assistenza materiale e spirituale delle orfane e delle donne abbandonate, all’epoca reiette dalla società e spesso destinate alla prostituzione. A tale scopo diede vita alla Congregazione delle Figlie del Patrocinio di Santa Maria. Il secondo fu un semplice parroco che si distinse per molte opere di carattere spirituale e sociale, in particolare durante le epidemie di colera e i terremoti che nel 1863 provocarono distruzioni e vittime.

Infine c’è il frate conventuale Leone Veuthey (1896-1974). Nato in Svizzera entrò nell’Ordine nel 1921 e venne consacrato sacerdote nel 1925. Nel 1932 fu chiamato ad insegnare presso l’Università di Propaganda Fide a Roma, ma nel 1942, a causa di visioni differenti rispetto ad altri docenti riguardanti alcune posizioni filosofico-teologiche, gli venne revocato l’incarico di professore. Nel 1943 inviò a Pio XII il suo progetto della “Crociata della Carità”, che prese l’avvio ufficialmente ad Assisi il 24 maggio 1945. Con la spiritualità di tale Movimento padre Veuthey influì sul nascente Movimento dei Focolarini. Chiara Lubich e le sue prime compagne trovarono infatti in lui un consigliere ed un assistente. Nel 1945 venne eletto assistente Generale dell’Ordine, ma nel 1954, fu trasferito a Bordeaux dove svolse il servizio di cooperatore parrocchiale. Nel 1965 venne richiamato a Roma come direttore Spirituale del Collegio Serafico Internazionale e professore di Teologia al Seraphicum. Nel 1970 gli viene diagnosticato il Morbo di Parkinson e, l’anno successivo, andò in pensione.

 

fonte: Avvenire

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