Vaccino Covid dal medico di base: le Regioni dove è possibile farlo

(Photo by Michael Ciaglo/Getty Images)

In Emilia Romagna hanno iniziato con i docenti, nel Lazio con gli under 65 e in Toscana con gli over 80. Il Veneto è partito ieri. In Liguria dal 29 marzo iniziano anche le farmacie. Diverse regioni non hanno ancora iniziato o sottoscritto accordi locali

L’intesa tra governo e associazioni di categoria risale al 21 febbraio scorso. Nel primo mese, però, la campagna di vaccinazione negli studi dei medici va a velocità diversa. Non tutte le Regioni sono ancora partite, complice lo stop dell’Ema su Astrazenecae la mancanza di singoli accordi territoriali.

Se in Emilia Romagna i primi a essere vaccinati in studio, già dal 22 febbraio, sono stati i docenti, il Lazio ha iniziato il primo marzo con gli under 65 e ormai ha raggiunto un buon ritmo.

Nel Veneto il servizio ha preso il via da poche ore ed è già molto apprezzato dai pazienti. La Liguria, poi, sarà la prima regione a coinvolgere le farmacie.

Le difficoltà organizzative

Il servizio richiede un’organizzazione capillare e nasconde diverse insidie, tanto che in Germania i medici di base entreranno in azione solo dopo Pasqua. Le fiale di Astrazeneca, ad esempio, contengono 10 dosi da iniettare in poche ore e, per evitare sprechi, bisogna predisporre una «panchina» in caso di disdette.

C’è poi il problema delle forniture che, ritardo dopo ritardo, non permette di programmare consegne stabili. Con più benzina, insomma, la macchina potrebbe correre più velocemente e, soprattutto dopo la sospensione dell’Ema, potrebbe essere una leva fondamentale per rassicurare gli assistiti: «Nei vari territori ci stiamo muovendo ancora in modo poco efficace,ma siamo in balia delle consegne.

La disponibilità dei medici di famiglia è veramente ampia, ma molti di noi non stanno vaccinando perché mancano i vaccini» afferma Paola Pedrini, medico di base e segretaria regionale della Federazione italiana medici di famiglia (Fimmg). Ecco come funziona nelle varie regioni.

Emilia Romagna

In Emilia Romagna dal 22 febbraio son partite le prenotazioni e poi le vaccinazioni degli insegnanti (circa 120 mila persone) negli studi dei medici di famiglia. «Grazie al protocollo d’intesa firmato possiamo organizzare in modo più efficace e capillare sul territorio le vaccinazioni e implementarle, dando così respiro a tutti gli altri comparti in prima linea» ha detto il governatore Stefano Bonaccini .

Lazio

Nel Lazio le vaccinazioni dai medici di base sono partite il primo marzo. I primi a essere stati vaccinati con Astrazeneca (il siero che si trasporta più facilmente tra i tre approvati finora) sono stati i 65enni: una scelta che è stata dettata dall’approvazione dell’Aifa all’uso del vaccino per gli over 55 che era arrivata poco prima.

Nella prima settimana sono state«raggiunte le 25 mila somministrazioni» e «1.384 i medici già attivi nella campagna» ha spiegato l’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato.

A pieno regime, saranno «coinvolti medici di famiglia e farmacisti, per un totale di 6mila punti di somministrazione: una rete capillare ed efficiente». L’incognita, però, resta sempre legata alle forniture: «Avremo nel prossimo mese, come in tutta Italia, difficoltà nell’approvvigionamento del vaccino AstraZeneca.

Bisognerà valutare con molta attenzione anche per garantire le seconde dosi che partiranno dal 10 maggio» ammette D’Amato.

Toscana

In Toscana ai medici di base è stata assegnata la fascia degli over 80 con il vaccino Pfizer. Le vaccinazioni (in studio o negli spazi messi a disposizione dalle Asl) hanno il vantaggio della prossimità con gli assistiti che vengono chiamati direttamente dai medici curanti.

La campagna degli over 80 è iniziata il 15 febbraio con le prenotazioni ma da martedì prossimo è annunciata una netta accelerata: entro 20 giorni tutti gli over 80 non ancora vaccinati riceveranno la chiamata grazie alle nuove forniture di Pfizer.

Da martedì e fino a Pasqua, sono in programma 120 mila prime somministrazioni agli over 80. Il sistema finora ha mostrato alcune lentezze, tanto che il sindaco di Firenze Dario Nardella ha chiesto di ricorrere anche agli hub più grandi (come avviene nel Lazio).

Veneto

In Veneto le vaccinazioni sono partite sabato 20 marzo (dopo lo stop del siero Astrazeneca). «Coinvolgeremo i 3200 medici di famiglia, che potranno gestire più agevolmente il vaccino che si conserva tra i 2 e gli 8 gradi» aveva spiegato il governatore Luca Zaia.

Ogni dottore dovrebbe immunizzare circa 400 suoi assistiti nella fascia tra i 70 e i 79 anni. Un servizio che è stato molto apprezzato dagli utenti in ansia dopo lo stop di Astrazeneca: «Lui mi conosce e sa cosa è meglio per me. Sono felice che sia lui a vaccinarmi» ha detto Piero Balducci, il primo a essere immunizzato a Mira, nel Veneziano.

Liguria

In Liguria da lunedì riprendono le vaccinazioni nelle 23 sedi messe a disposizione dei medici di medicina generale su tutto il territorio. Il servizio era partito il 15 marzo e gli appuntamenti persi per lo stop di Astrazeneca saranno riprogrammati.

Grazie a un accordo con le associazioni di categoria, la Liguria è la prima regione a coinvolgere anche i farmacisti nella lotta al Covid: il 29 marzo partiranno le vaccinazioni dei 70-79enni in 50 farmacie (un numero destinato a crescere). «Volevamo dare il nostro contributo a questa fase cruciale.

Lo volevamo come farmacisti, ma io lo volevo anche a titolo personale: mio fratello, medico di base, è uscito da 110 giorni di rianimazione per Covid» spiega il dottor Francesco Turrin, 54 anni, vicepresidente di Federfarma Genova e segretario dell’Unione ligure delle associazioni titolari di farmacia.

Piemonte

Il 15 marzo sono partite anche in Piemonte le vaccinazioni dai medici di base per i residenti 70-79 enni (circa 480mila persone). La Regione ha stanziato 1,8 milioni per i medici che devono dotarsi di infermieri per poter procedere alle somministrazioni.

In una prima fase sono state assegnate ai medici 150mila dosi. Anche qui la sospensione temporanea di Astrazeneca ha rallentato il servizio proprio nei primi giorni. «Le adesioni dei medici di famiglia sono già importanti e ci fanno ben sperare. Intendiamo raggiungere le 20 mila somministrazioni al giorno contando anche sulle strutture sanitarie private che consentiranno circa 3.500 vaccinazioni in più al giorno» assicura il governatore Alberto Cirio.

Lombardia

In Lombardia le vaccinazioni negli studi dei medici di famiglia non sono ancora iniziate. Mercoledì scorso la giunta ha approvato tre delibere su proposta dell’assessora regionale al Welfare, Letizia Moratti, per coinvolgere nella campagna anti Covid anche le strutture sanitarie private, l’Avis e le cooperative dei medici di medicina generale.

Le cooperative dovranno garantire almeno due linee vaccinali, assicurando l’erogazione complessiva di almeno 150 vaccinazioni al giorno, sei giorni su sette. Per questo accordo, fino a giugno, è previsto uno stanziamento di 8 milioni di euro.

Finora i medici di famiglia si sono occupati di raccogliere le adesioni di chi tra gli over 80 aveva bisogno del vaccino a domicilio. Su 580 mila anziani in lista per l’immunizzazione, sono circa di 50 mila quelli che hanno richiesto l’iniziezione a casa.

Per la somministrazione, ogni Ats si organizza diversamente e, in alcuni casi, sono i medici di base a vaccinare i propri assistiti. L’adesione è su base volontaria e, ad esempio, in provincia di Pavia ad oggi sono 234 su 342 i medici di famiglia che hanno aderito. Ma la campagna a domicilio per gli ovre 80 va a rilento per la difficoltà di trasportare i sieri Pfizer e Moderna.

Le altre regioni

Secondo una ricognizione della Fimmg (Federazione italiana dei medici di medicina generale), il protocollo d’intesa nazionale ha trovato attuazione solo nelle Regioni che hanno attivato i necessari accordi territoriali.

Alla data del 7 marzo erano solo 12 (Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria, Valle D’Aosta, Lazio, Puglia e Provincia autonoma di Trento) e non tutte avevano iniziato con le somministrazioni.

In Umbria i medici vaccinano gli over 80 a domicilio come in Lombardia, mentre in alcuni comuni della Basilicata sono partiti con le somministrazioni agli over 80.

Nella provincia di Trento i medici sono partiti degli insegnanti come in Emilia Romagna. In Campania i medici di base stanno inviando le prenotazioni delle fiale Astrazeneca alle Asl per poter vaccinare i pazienti nei propri studi. Ma non tutti i medici saranno vaccinatori, alcuni avranno il compito di registrare le adesioni dei pazienti sulla piattaforma

fonte: Corriere.it

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